Alcuni passi dell’intervista di Curzio Maltese al Maestro Riccardo Muti, pubblicato su “Venerdi di Repubblica” del 2 novembre 2007.
“Il problema del declino culturale è europeo non solo italiano. Almeno rispetto all’Oriente. I media parlano di Cina e India soltanto come gigantesche fabbriche. Ma in Cina hanno formato trenta milioni di pianisti, quindici milioni di violinisti, scuole di altissimo livello. L’Italia è un Paese dove la cultura dovrebbe essere una colonna portante della vita pubblica e dell’economia ed è al contrario la cenerentola di ogni politica. Le generazioni che ci hanno preceduto ci hanno lasciato un patrimonio immenso. Ma che cosa ne facciamo? Va in rovina giorno dopo giorno.”
Un’altra straordinaria ricchezza che rischia di sparire è quella delle bande comunali. Molte amministrazioni hanno deciso di chiuderle, magari per destinare altri soldi alle mode delle <notti bianche> e dei fuochi d’artificio, ormai d’obbligo in qualsiasi contrada del Belpaese.
“Due anni fa, anche grazie al Venerdi di Repubblica, ho segnalato il caso di un piccolo paese dell’Aspromonte, Delianova, più noto per storie di ‘ndrangheta, dove con l’autofinanziamento è nata una banda di 130 ragazzi. Li ho incontrati a Reggio Calabria e sembravano usciti da Oxford, elegantissimi, talentuosi. Ora, in Francia o in Inghilterra, nessun farmacista o avvocato di paese si sogna di finanziare una banda musicale, senza aiuti pubblici. E quanto sono importanti le bande per la nostra cultura musicale. Se mio padre non avesse imparato a memoria le arie del Trovatore o del Rigoletto suonate dalla banda comunale, forse io avrei fatto altro nella vita. Vuole ancora un esempio? Una sera mi sono perso per tornare a Ravenna e ho scoperto alla Rocca di San Leo l’annuncio di un comitato di musica gregoriana per un concerto. Si è presentato un coro di sessanta persone di ogni età , dallo studente alla pensionata, dilettanti bravissimi. Questo patrimonio di volontariato della cultura è come i boschi che ogni estate vengono bruciati. Soltanto che qui il piromane è lo Stato. E anche qui, a pagare è soprattutto la mia terra, il Sud. …”
“Imparare a stare in un coro, in una banda, in un’orchestra, significa imparare a stare in una società dove l’armonia nasce dalla differenza, dal contrappunto, dove il merito vince sul privilegio e il vantaggio di tutti coincide con il vantaggio dei singoli. Quando avanza la sopraffazione, l’egoismo corporativo, allora siamo a Prova d’Orchestra, il film più attuale di Fellini.”



